Le benzodiazepine sono una classe di farmaci psicoattivi ampiamente prescritti dai medici per trattare una serie di condizioni. Anche se sono relativamente sicure e, in caso di overdose, raramente provocano la morte, se sono usate in modo cronico, come avviene spesso per molti pazienti, le benzodiazepine causano dipendenza, portando ad una serie di problemi indesiderati, ma prevenibili. Dovuto a questo, molte persone stanno iniziando a rivolgersi al CBD come mezzo per svezzarsi dalle benzodiazepine.

Essendo una classe di farmaci che funzionano nel sistema nervoso centrale, le benzodiazepine sono utilizzate nel trattamento di diverse condizioni neurologiche e psicologiche come l’ansia, le convulsioni, l’insonnia e l’astinenza da alcol (1, 2, 3).

Queste sembrano funzionare bloccando l’eccessiva attività dei nervi nel cervello e in altre aree del sistema nervoso centrale attraverso l’aumento dell’effetto del neurotrasmettitore GABA, il principale inibitore neuronale. Inoltre, le benzodiazepine contengono sostanze chimiche che favoriscono ancora di più l’effetto calmante prodotto dal corpo umano, mantenendo il cervello in uno stato più tranquillo.

Alcune di queste includono Diazepam (Valium), Clonazepam (Rivotril), Bromazepam (Lexotan), Lorazepam (Tavor), Oxazepam (Serpax), Alprazolam (Xanax) e molte altre opzioni, tutte prescritte d’accordo alla loro durata farmacologica e condizione a trattare.

Benzodiazepine vs. CBD

 

Effetti collaterali Benzodiazepine 

Sebbene il loro uso è relativamente sicuro, come molti altri farmaci, le benzodiazepine possono produrre una serie di effetti collaterali, includendo (1, 2, 3, 4):

  • Sonnolenza.
  • Intontimento.
  • Confusione.
  • Tremore.
  • Debolezza.
  • Vertigini.
  • Coordinazione compromessa.
  • Problemi di visione.
  • Sentimenti di depressione.
  • Irritabilità e aggressività.
  • Mal di testa.
  • Amnesia.
  • Disturbi del sonno.
  • Battito cardiaco lento.
  • Difficoltà respiratoria.
  • Convulsioni.

Inoltre, se prese a lungo termine, le benzodiazepine aumentano significativamente il rischio di dipendenza, tolleranza e comparsa di sintomi di astinenza con la riduzione della dose o l’interruzione della terapia farmacologica. Questa dipendenza porta ai pazienti ad avere un più alto rischio di sviluppare gli effetti collaterali sopra menzionati, ma anche ad un rischio superiore di sviluppare demenza, problemi psicologici, disturbi immunologici, cancro, ecc.

CBD è una alternativa a Benzodiazepine?

Per questi ed altri motivi, numerosi pazienti si stanno rivolgendo al CBD come un metodo alternativo per non solo svezzare gradualmente l’uso delle benzodiazepine, ma anche per trattare le stesse ed altre condizioni mediche (5).

Trovato come un composto naturale nelle piante di marijuana e canapa, il CBD, noto anche come cannabidiolo, è un tipo di cannabinoide in grado di agire direttamente su diversi recettori neurali specializzati e nel recentemente scoperto sistema endocannabinoide (ECS) che si pensa sia coinvolto in una vasta gamma di condizioni mediche (6, 7, 8).

Da non confondere con il tetraidrocannabinolo (THC), un altro tipo di cannabinoide che fornisce l’intossicazione o la sensazione "high" quando si consuma cannabis, il CBD può fornire molti benefici positivi facendo parte di diversi piani terapeutici.

Essendo un ansiolitico naturale, il cannabidiolo ha dimostrato il suo enorme potenziale nel trattamento di vari disturbi, soprattutto quelli correlati alla salute mentale e neurologica, tra cui il disturbo d’ansia generalizzata (GAD), i disturbi di ansia sociale, il disturbo di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), così come forme rare e gravi di epilessia come la sindrome di Lennox-Gastaut (LGS) e la sindrome di Dravet (9, 10, 11, 12, 13).

Tuttavia, la maggior parte dell’attenzione della comunità scientifica sulla CBD è dovuta alle sue proprietà benefiche quando si tratta di pazienti che soffrono di dolore causato da condizioni mediche con componenti strutturali, infiammatori, neurologici e cronici coinvolti, come lesioni, disturbi neuropatici, fibromialgia, artrite, emicrania, cancro, ecc. (14, 15, 16, 17, 18, 19).

Detto questo, studi scientifici hanno dimostrato che almeno la metà dei pazienti che usano benzodiazepine possono anche sfruttare i benefici del ansiolitico naturale CBD, prima per svezzare gradualmente l’uso di questi farmaci, per poi godere dei suoi molteplici risultati teraputici (5).

Come commento finale, anche se c’è bisogno di più studi a lungo termine per comprendere appieno le sue prestazioni, i risultati promettenti del CBD sono innegabili. Questo porterà sicuramente alla sua futura accettazione da parte dell’intera comunità scientifica come parte dei metodi di trattamento convenzionali per diversi campi medici, tra cui la salute mentale, la neurologia, l’oncologia, la medicina dello sport, la fisioterapia e così via (20).