E' ufficiale, negli ultimi 10 anni il metodo più usato da giovani e non per alleviare stress ed ansia si chiama Cannabis. Il proibizionismo attuale si basa anche sulle scarse conoscenze scientifiche riguardo a questa pianta, dovute appunto alla demonizzazione della stessa per motivi politici e per foraggiare il famoso mercato nero che domina il mondo.

La situazione ora è cambiata, ogni giorno studi e scoperte stanno svelando il legame unico tra questa pianta magica e gli esseri viventi. Per quanto riguarda ansia e stress, una molecola sarebbe le responsabile del cosiddetto benessere che ci aiuta nei momenti di tensione.

In uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista Neuron, gli scienziati parlano di una potente molecola chiamata 2-AG, che sembra interrompere la produzione e il trasferimento delle sostanze neurochimiche responsabili dell’ansia, bloccando efficacemente crisi di questo tipo sul nascere. I ricercatori spiegano che la cannabis funzioni più o meno allo stesso modo e durante il nuovo studio, condotto sui topi, è stato notato che la molecola 2-AG e la cannabis agiscono sugli stessi recettori del cervello.

 

La molecola 2-AG potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella gestione degli stati d’ansia

Questa “autostrada” lungo cui scorrono gli impulsi responsabili di queste reazioni collega due parti del cervello: l’amigdala, che è una sorta di “processore emotivo” del cervello e la corteccia prefrontale, zona del cervello responsabile delle nostre “decisioni”. Quando sono sottoposte allo stress, le due aree entrano in contatto, producendo sostanze neurochimiche eccitanti e facendo salire alle stelle l’ansia. “Il circuito tra l’amigdala e la corteccia frontale ha dimostrato di essere più forte negli individui affetti da disturbi d’ansia“, afferma Sachin Patel, ricercatore presso il Vanderbilt University Medical Center.

Per approfondire la funzione di 2-AG nel cervello, Patel e il suo team hanno esposto i topi a situazioni stressanti per un periodo di 24 ore e poi li hanno messi di fronte ad un labirinto. Il team ha misurato i loro livelli d’ansia durante l’esperimento e ha analizzato la risposta delle aree del cervello. Mentre 2-AG normalmente “smorza” la comunicazione tra l’amigdala e la corteccia frontale, aiutando a regolare l’ansia, in questo caso l’effetto è stato interrotto, dice Patel.

 

Essendo stato condotto solo sui topi, lo studio necessita ancora di molto approfondimento

Se dimostrato efficace, questo tipo di farmaco potrebbe essere prescritto per favorire un aumento dei livelli di 2-AG nel cervello“, dice Patel. “La speranza è che ciò possa permetterci di sperimentare alcuni degli effetti benefici che le persone cercano facendo uso di cannabis terapeutica, soprattutto in termini di ansia e di sollievo dallo stress, cercando di ridurre al minimo l’incombenza di effetti collaterali“. Un trattamento farmacologico che impedisca ai livelli di 2-AG di calare potrebbe impedire allo stress di innescare lo stato d’ansia, come primo effetto.

Non sappiamo ancora come il miglioramento dei livelli di 2-AG influirà su pazienti con disturbi legati allo stress, dal momento che lo studio è stato condotto esclusivamente sui topi“, afferma Patel. “Spero che ulteriori studi saranno portati avanti entro i prossimi tre o quattro anni“. Fino ad allora, è realistico presumere che molte persone potrebbero continuare ad utilizzare la marijuana medica per combattere lo stress, la paura e l’ansia, seppur con effetti non sempre prevedibili.